giovedì 12 novembre 2009

12 NOVEMBRE 2008

Le date servono spesso per puntualizzare od evidenziare un fatto accaduto, un ricordo indelebile, un amico scomparso. Questa data rimarrà sempre impressa nella mia mente, perché, esattamente un anno fa, il tuo cuore ha cessato di battere. Improvvisamente il motore si è inceppato, nessun meccanico d’emergenza ha potuto fare qualcosa per soccorrerlo e non è più ripartito. Ma era soltanto un cuore fisico e la dimostrazione che esiste un’altra dimensione, oltre a quella visibile e tangibile è che il tuo CUORE vero, la tua ANIMA vera, la tua MENTE vera sono ancora con noi. Tutti sentono ancora la tua presenza o meglio avvertono la tua non presenza fisica, sanno che manca qualcuno di insostituibile, ma si ricordano delle tue idee, delle tue frecciate, delle tue polemiche, della tua umanità. Nell’oasi del deserto di questa comunità paesana della Bassa è scomparsa l’acqua, ma non il ricordo di ciò che l’acqua rappresentava.

Il confine tra vita e morte

Mi sorprendo a parlare con te, a confidarti certe mie paure, certe mie ansie, certi miei problemi, oltre alle cose che capitano tutti i giorni in questa nostra società malata. Non riesco quasi a perdonarti per il fatto che te ne sia andato lasciandoci all’improvviso in un arido deserto. Ti dico;” eh… Rino, Rino, me l’hai fatta grossa…” E tu mi guardi dalla mia scrivania quasi sussurrandomi: “È la vita… “.

Si è venuta a creare una specie di situazione paradossale in cui l’immaginario si è sovrapposto alla realtà ed allora mi metto spesso a discutere con te anche delle cose più banali …

Sei sempre con noi, amici, compagni del Caffè Centrale e, logicamente, con la tua famiglia.

Ciao RINO

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