lunedì 1 febbraio 2010

IL PAESE PIÙ VIOLENTO DELL'AMERICA LATINA

Né Messico né Colombia. Il Paese più violento dell'America Latina è El Salvador, che nel 2009 ha registrato 4365 assassinii su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti (nel Messico in guerra contro il narcotraffico sono stati meno del doppio, 7724, con, quasi 110 milioni di abitanti). Ci sono 71 omicidi ogni 100mila abitanti: secondo l'Organizzazione Mondiale della Salute, basta una media di 10 omicidi ogni 100mila per parlare di epidemia. Probabilmente se consideriamo cosa succederebbe in altri Paesi, se avessero un tasso di omicidi come quello di El Salvador, possiamo avere un'idea delle dimensioni pazzesche della violenza nel Paese: negli Stati Uniti si registrerebbero 225mila assassinii all'anno, in Spagna 32mila e nel Messico 78mila.
E il dato peggiore non è tanto questo numero incredibile di 4365 persone morte assassinate, quanto il fatto che questo è il peggior risultato degli ultimi 10 anni, con un aumento del 37% rispetto ai 3179 morti del 2008. A cosa è dovuta tanta violenza? Mauricio Ramírez Landaverde, vicedirettore della Policia Nacional Civil, che ha diffuso i dati, la attribuisce alle maras, le terribili bande di giovani delinquenti che, coinvolte in business malavitosi sempre più violenti, terrorizzano la popolazione: "Le maras si stanno evolvendo, adesso si sono legate a reati più lucrativi e utilizzano anche i minorenni" spiega.

Mara Salvatrucha Julian

Le più pericolose, secondo le autorità, sono le bande Mara Salvatrucha e Mara 18, le più grandi del Paese, legate al narcotraffico.
Il mese più violento dell'anno è stato ottobre, con 435 uccisi. Un mese dopo Mauricio Funes, il primo leader di sinistra al governo del Paese dopo 20 anni di governo ininterrotto della destra, in carica dal 1° giugno 2009, ha inviato a pattugliare le strade delle città più colpite dalla violenza anche 2000 soldati. Ma finora non ha ottenuto grandi risultati. Al governo da sei mesi, il presidente non ha ancora un piano chiaro sulla sicurezza, nonostante abbia promesso in campagna elettorale di "sconfiggere la delinquenza e il crimine organizzato" e di voler fare di El Salvador "un Paese in cui la vita familiare e comunitaria si possano svolgere libere dalla paura".

Mauricio Funes

Nel suo discorso di fine anno ha preferito dedicarsi alla situazione economica e all'uragano Ida, che a novembre hanno causato vittime e danni. Per i giornali della destra risulta facile attaccarlo, nonostante sia al governo da soli sei mesi, e accusarlo di essere se non causa dell'ondata di violenza, almeno incapace di gestirla: negli ultimi sei mesi c'è stato un aumento degli omicidi e ottobre è stato,come già detto il mese più violento. Ma sono attacchi che lasciano il tempo che trovano (la violenza è un fenomeno che evidentemente Funes ha ereditato da una destra incapace di risolverla) e che non intaccano la grande popolarità del presidente, arrivato al potere con una promessa di cambio e adesso con un tasso di approvazione che sfiora l'80%, che lo mette allo stesso livello di Lula o Michelle Bachelet, i due presidenti più popolari dell'America Latina.

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