giovedì 29 gennaio 2009

L’ALTRO FORUM a DAVOS

Intanto nell’altro Forum, quello economico, in un silenzio contrito i Vip del capitalismo mondiale hanno ascoltato la dura requisitoria dei leader cinese e russo contro le colpe del capitalismo occidentale e i disastri che la nostra malafinanza infligge al mondo intero. Assenti gli esponenti dell'Amministrazione Obama - trattenuti a Washington per i piani d'emergenza antirecessione - il summit dell'establishment globale è stato aperto d'imperio da Wen Jiabao e Vladimir Putin. Nessuno dei due ha fatto degli sconti all'Occidente. Il premier cinese ha avuto parole severe contro "l'eccessiva espansione delle istituzioni finanziarie, il fallimento di chi doveva regolare i mercati, il prevalere della finanza sull'economia reale". Una frecciata particolare Wen l'ha scagliata contro l'America, le sue "politiche macroeconomiche sbagliate" che hanno provocato "insufficienza di risparmio e gravi squilibri mondiali". Putin ha rincarato la dose, sfoderando il suo sarcasmo feroce: "Un anno fa qui a Davos i leader americani continuavano a rassicurarci sulla stabilità del loro sistema. Oggi la maggior parte delle banche di Wall Street di fatto non esistono più, le loro perdite in dodici mesi hanno cancellato gli utili di 25 anni. Non troveremo la terapia giusta per uscirne, se non abbiamo chiare le cause di questa tempesta perfetta".


(seguito) 29/1/2009 h.15.35

“Alla popolazione di Gaza serve aiuto e serve subito”: a margine del Forum economico internazionale di Davos, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha rinnovato gli appelli alla comunità internazionale e ai governi dei paesi ricchi per aiutare la popolazione della Striscia pesantemente segnata dai 22 giorni di bombardamenti dell’operazione israeliana ‘Piombo fuso’. “La gente di Gaza – ha detto Ban Ki-moon – ha grandemente sofferto durante le tre settimane di operazioni militari; più di un terzo delle 6600 persone uccise o ferite sono bambini e donne e come padre sono stato particolarmente colpito dalla sofferenza e dai traumi subiti da così tante famiglie”. Chiedendo lo stanziamento urgente di una cifra pari a 500 milioni di euro, il massimo esponente dell’Onu ha fatto un rapido quadro della situazione: “La gente – ha sottolineato – ha perso familiari, case, beni e non dispone di mezzi di sussistenza; scuole, ospedali, fabbriche e negozi sono andati distrutti”. Ieri, in una relazione consegnata al Consiglio di sicurezza, era stato John Holmes, vice-segretario generale e coordinatore dell’Onu per gli aiuti umanitari, a mettere l’accento sulla gravità dei danni causati dai bombardamenti israeliani: “Mi aspettavo di trovare una situazione al limite – ha detto Holmes - ma sono rimasto scioccato alla vista della sofferenza umana e della distruzione che ho potuto constatare di persona”. Citando dati del ministero della Sanità palestinese, definiti attendibili, Holmes ha sottolineato che 1300 persone sono rimaste uccise, 5300 ferite, 21.000 abitazioni distrutte o rese inagibili. “Perfino prendendo in considerazione le preoccupazioni di Israele sulla sicurezza dei suoi cittadini – aveva concluso Holmes - è evidente la mancata protezione della popolazione palestinese e degli operatori umanitari da parte dell’esercito israeliano”.[GB]

1 commento:

il monticiano ha detto...

Mi chiedo sommessamente quale commento fare su notizie del genere che sgomentano tutti noi ma che dovrebbero fare inorridire i cosiddetti potenti della terra i quali commentano. osservano, prendono atto e poi?

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