lunedì 21 dicembre 2009

OBAMA DICHIARA GUERRA AL PAKISTAN

di Webster G. Tarpley - rense.com.

Traduzione a cura di Milena Finazzi e Pino Cabras per Megachip (QUI).

WASHINGTON, DC – Il discorso del primo dicembre di Obama a West Point rappresenta molto più dell’ovvia brutale escalation in Afghanistan – non è niente di meno che una netta dichiarazione di guerra da parte degli Stati Uniti contro il Pakistan. Si tratta di una guerra nuova di zecca, di una guerra molto più vasta rivolta contro il Pakistan, un paese di 160 milioni di abitanti munito di armamenti nucleari.

Strada facendo, il programma prevede lo smembramento dell’Afghanistan.
Non siamo più di fronte alla guerra contro l’Afghanistan di Bush e di Cheney cui eravamo abituati in passato. È qualcosa di enormemente più vasto: il tentativo di distruggere il governo centrale pakistano di Islamabad e di far sprofondare quel paese nel caos della guerra civile, nella balcanizzazione, nella frammentazione e nella confusione totale. La strategia prescelta si basa sull’esportazione della guerra civile afghana in Pakistan e oltre, sulla frammentazione del Pakistan secondo i suoi diversi gruppi etnici.
È un conflitto subdolo che adotta tecniche belliche di quarta generazione e operazioni di guerriglia per dare l’assalto a un paese che gli Stati Uniti e i loro soci, per la loro debolezza, non possono attaccare direttamente.
In questa guerra, i talibani sono utilizzati come procuratori USA. Questa aggressione contro il Pakistan è il tentativo di Obama di imperversare nel Grande Gioco contro il cuore dell’Asia Centrale e dell’Eurasia o su scala più generale.
USA DISSUASI DA UNA GUERRA APERTA DAL NUCLEARE PAKISTANO
La guerra civile in corso in Afghanistan è un mero pretesto, una copertura destinata a fornire agli USA un trampolino di lancio per una campagna di destabilizzazione geopolitica dell’intera regione che non si può ammettere pubblicamente.

Nel mondo del cinismo brusco dell’aggressione imperialista à la Bush e Cheney, si sarebbe costruito un pretesto per attaccare il Pakistan in modo diretto. Ma il Pakistan è di gran lunga troppo esteso e gli Stati Uniti sono di gran lunga troppo deboli e troppo indebitati per una tale impresa. Inoltre, il Pakistan è una potenza nucleare, dispone di bombe atomiche e di missili a media gittata atti a lanciare tali bombe.

Ciò a cui stiamo assistendo è un nuovo caso di deterrenza nucleare in atto.

Gli USA non possono inviare una flotta di invasione o costruire basi aeree nelle vicinanze poiché le armi nucleari pakistane potrebbero distruggerle.

Da questo punto di vista, gli sforzi di Ali Bhutto e di A.Q. Khan per fornire il Pakistan di un potenziale deterrente sono stati giustificati. Ma la risposta USA consiste nel trovare altri modi per attaccare il Pakistan al di sotto della soglia del nucleare, addirittura al di sotto della soglia delle armi convenzionali. E questo è il punto in cui entra in gioco la tattica di esportazione della guerra civile afghana in Pakistan.
L’architetto della nuova guerra civile pakistana è il Generale delle Forze Speciali USA Stanley McChrystal, l’organizzatore della rete delle tristemente note camere della tortura USA in Iraq. Le credenziali specifiche di McChrystal nella guerra civile pakistana sono legate al suo ruolo nello scatenare la guerra civile irachena dei sunniti contro gli sciiti creando "al-Qa'ida in Iraq" grazie all’aiuto del famigerato agente doppiogiochista al-Zarkawi, ora defunto. Se la società irachena nel suo intero si fosse allineata contro gli invasori USA, gli occupanti sarebbero stati presto scacciati. La gang del controspionaggio nota come "al-Qa'ida in Iraq " ha evitato questa possibilità uccidendo sciiti e provocando in tal modo una rappresaglia di massa sfociata in una guerra civile. Queste tattiche sono tratte dall’opera del generale britannico Frank Kitson, che ne ha scritto nel nel suo libro “Low Intensity Operations”. Se gli Stati Uniti possedessero un’incarnazione moderna di Heinrich Himmler delle SS, si tratterebbe certamente del Generale McChrystal, scelto personalmente da Obama. Il superiore di McChrystal, Generale Petraeus, asprira invece ad essere il nuovo Capo di Stato Maggiore von Hindenburg: in altre parole, mira ad essere il prossimo presidente degli Stati Uniti.

La vulnerabilità del Pakistan che gli Stati Uniti ed i loro soci della NATO stanno cercando di utilizzare per il proprio tornaconto si può comprendere meglio consultando una mappa dei gruppi etnici prevalenti in Afghanistan, Pakistan, Iran, ed India. La maggior parte delle mappe mostra soltanto i confini politici che risalgono ai tempi dell’imperialismo britannico, e quindi mancano di riportare i principali gruppi etnici della regione. Ai fini della nostra analisi, dobbiamo iniziare con l’identificare un certo numero di gruppi. Prima di tutto il popolo Pashtun, situato principalmente in Afghanistan e in Pakistan. In secondo luogo abbiamo i beluci, localizzati principalmente in Pakistan e in Iran. I punjabi abitano il Pakistan, così come i sindhi. La famiglia Bhutto è originaria del Sindh.

PASHTUNISTAN
La strategia USA e NATO comincia con i pashtun, il gruppo etnico dal quale provengono in larga misura i cosiddetti talibani. I pashtun rappresentano una parte consistente della popolazione dell’Afghanistan, ma sono stati estromessi dal governo centrale sotto il Presidente Karzai a Kabul, sebbene lo stesso Karzai, marionetta degli USA, passi per essere lui stesso un pashtun.

La questione riguarda l’Afghan National Army (l’Esercito Nazionale Afghano), che è stato creato dagli Stati Uniti dopo l’invasione del 2001. Gli alti ranghi dell’esercito afghano sono costituiti prevalentemente da tagiki provenienti dall’Alleanza del Nord che si era coalizzata con gli Stati Uniti contro i talibani pashtun. I tagiki parlano il dari, noto anche come persiano orientale. Altri ufficiali afghani provengono dal popolo degli hazara. La cosa importante da rilevare è che i pashtun si sentono degli esclusi.
La strategia USA si può meglio intendere come sforzo deliberato teso a perseguitare, attaccare ripetutamente, antagonizzare, assaltare, reprimere ed uccidere i pashtun. Il contingente di ulteriori 40mila soldati USA e NATO chiesto da Obama per l’Afghanistan si concentrerà nella provincia di Helmand e in altre aree in cui i pashtun sono maggiormente concentrati. Il risultato finale sarà quello di istigare alla ribellione i pashtun, ardentemente indipendenti, nei confronti di Kabul e dell’occupazione straniera, e allo stesso tempo di spingere molti di questi combattenti mujahiddin di recente radicalizzati ad attraversare la frontiera con il Pakistan, per dichiarare guerra al governo centrale ad Islamabad. Gli aiuti statunitensi giungeranno direttamente ai signori della guerra e ai signori della droga, incrementando in tal modo i movimenti centrifughi.
Dal lato del Pakistan, i pashtun sono stati allontanati dal governo centrale. Islamabad e l’esercito sono visti come emanazioni dirette dei punjabi, con qualche elemento di origine sindhi. Sul versante pakistano del territorio pashtun, le operazioni americane includono assassinii all’ingrosso perpetrati da velivoli senza pilota o da droni, omicidi effettuati dalla CIA e, secondo quanto si dice, dai cecchini della Blackwater, oltre a massacri terroristici alla cieca come quelli avvenuti di recente a Peshawar che i talibani del Pakistan attribuiscono alla Blackwater, che agisce in qualità di subcontractor della CIA. Queste azioni sono intollerabili ed umilianti per uno stato sovrano orgoglioso. Ogni qualvolta che i pashtun subiscono un attacco violento, essi accusano i punjabi di Islamabad per le loro losche trame con gli USA che rendono possibile che tutto questo avvenga.
L’obiettivo più immediato di Obama nell’escalation Afghanistan-Pakistan è quindi di promuovere una rivolta secessionista generale dell’intero popolo pashtun sotto gli auspici dei talibani, che dovrebbe avere già provocato la distruzione dell’unità nazionale sia di Kabul sia di Islamabad.
BELUCISTAN
L’altro gruppo etnico che la strategia di Obama mira a spronare all’insurrenzione ed alla secessione è quello dei beluci. I beluci hanno i loro motivi di scontento nei confronti del governo centrale iraniano di Teheran, che considerano in mano ai persiani. Una parte integrante della nuova politica di Obama è l’incremento dei voli letali dei Predator della CIA e di altri velivoli telecomandati sul Belucistan. Uno dei pretesti per tale politica è il reportage fatto circolare ad esempio da Michael Ware della CNN, secondo il quale Osama bin Laden ed il suo braccio destro legato alla risorsa MI-6 al-Zawahiri sarebbero entrambi rintanati nella città beluci di Quetta, dove opererebbero nelle vesti di capopopolo della cosiddetta "Shura di Quetta." Gli squadroni della Blackwater non possono essere molto distanti. Nel Belucistan iraniano, la CIA sta finanziando il Jundullah, un movimento sanguinario che è stato recentemente denunciato da Teheran per l’uccisione di un numero di alti ufficiali dei Pasdaran - Guardie della Rivoluzione iraniana. La ribellione dei beluci manderebbe in frantumi l’unità nazionale di Pakistan e Iran, favorendo in tal modo la distruzione di due dei principali bersagli della politica USA.

LA STRATEGIA DI OBAMA DELLA COMPLICAZIONE IN STILE RUBE GOLDBERG

Persino Chris Matthews della MSNBC, normalmente un devoto seguace di Obama, ha evidenziato che la strategia USA annunciata nel discorso di West Point assomiglia molto ad uno dei congegni di Rube Goldberg (nel mondo reale, "al-Qa'ida" è naturalmente la legione araba e terrorista della CIA). Nel mondo del mito ufficiale USA si suppone che il nemico sia "al-Qa'ida". Tuttavia, persino secondo il governo USA, ci sono alcuni preziosi combattenti di "al-Qa'ida" rimasti in Afghanistan. Perché quindi, si chiede Matthews, concentrare le forze USA in Afghanistan dove "al-Qa'ida" non c’è, anziché in Pakistan, dove si ritiene "al-Qa'ida" possa esserci ora?
Un membro eletto che ha criticato questa incongrua discrepanza è il senatore democratico del Wisconsin Russ Feingold il quale ha affermato, nel corso di un’intervista televisiva, che il «Pakistan, nella regione di confine vicina all’Afghanistan, è probabilmente l’epicentro [del terrorismo globale], sebbene al-Qa'ida sia attiva in tutto il mondo, in Yemen, in Somalia, nell’Africa settentrionale, con affiliati nel sudest asiatico. Perché dovremmo inviare centomila o più soldati in parti dell’Afghanistan che comprendono quelle che non sono nemmeno vicino alla frontiera? Sapete, questo concentramento si trova nella provincia di Helmand. Che non è precisamente la porta a fianco del Waziristan. Quindi mi chiedo: in che cosa consiste esattamente questa strategia, dato che abbiamo ben visto che c’è una presenza esigua di Al Qa'ida in Afghanistan, ma una presenza significativa in Pakistan? È evidente che una massiccia presenza di truppe effettive dove non si trova questa gente non è la strategia giusta. Per me non ha alcun senso.» Infatti. Il rappresentante democratico del Wisconsin ha anche messo in evidenza che la politica USA in Afghanistan potrebbe in realtà spingere terroristi ed estremisti verso il Pakistan e, di conseguenza, destabilizzare ulteriormente la zona: «Sapete, qualche tempo fa ho chiesto al Capo degli Stati Maggiori Riuniti, Ammiraglio Mullen, e a Holbrooke, il nostro inviato sul posto, se secondo loro sussista il rischio che, nel caso di concentrazione delle truppe in Afghanistan, un numero maggiore di estremisti venga dirottato verso il Pakistan» ha dichiarato alla ABC. «Non hanno potuto negarlo, e questa settimana il Primo Ministro del Pakistan Gilani ha dichiarato espressamente che la sua preoccupazione circa la concentrazione di truppe è che attirerà più estremisti in Pakistan, e quindi penso che si tratti del contrario, che questo dispiegamento massiccio di forze provochi l’ostilità della popolazione afghana e in particolare incoraggi ulteriori legami tra i talibani e al-Qa‛ida, la qual cosa è esattamente all’opposto rispetto all’interesse per la nostra sicurezza nazionale.»[1]

Naturalmente, tutto ciò è intenzionale e motivato dalla ragione di stato imperialista degli USA.
MALICK: "OBAMA HA DICHIARATO GUERRA AL PAKISTAN?"
Il discorso di Obama ha fatto il possibile per rendere poco chiara la distinzione tra l’Afghanistan ed il Pakistan, che dopo tutto sono due stati sovrani, entrambi membri a pieno titolo delle Nazioni Unite. Ibrahim Sajid Malick, corrispondente USA per Samaa TV, una delle maggiori reti televisive pakistane, ha richiamato l’attenzione su questa manovra: «Rivolgendosi a una sala piena di cadetti dell’Accademia Militare di West Point, il presidente Barack Obama sembrava sul punto di dichiarare guerra al Pakistan. Ogni volta che ha menzionato l’Afghanistan, prima ha menzionato il Pakistan. Seduto su una delle panche posteriori della sala ad un certo punto sono quasi sobbalzato quando ha detto: "la posta in gioco è ancora più alta in un Pakistan munito di armamenti nucleari, poiché sappiamo che al-Qa'ida ed altri estremisti sono alla ricerca di armi nucleari e abbiamo fondati motivi per pensare che le utilizzerebbero." Sono rimasto scioccato poiché una serie di funzionari americani ha recentemente confermato che l’arsenale pachistano è sicuro.»[2]
Questo articolo è intitolato "Obama ha dichiarato guerra al Pakistan?", e possiamo lasciare il punto interrogativo a discrezione della diplomazia. Durante alcune udienze del Congresso riguardanti il Generale McChrystal e l’ambasciatore USA Eikenberry, l’Afghanistan ed il Pakistan sono state semplicemente fuse in un’entità sinistra nota come "Afpak" o addirittura come "Afpakia."
Nell'estate del 2007, Obama, addestrato da Zbigniew Brzezinski e da altri suoi controllori, fu l'iniziatore della politica unilaterale USA volta a utilizzare aerei senza pilota Predator per compiere omicidi politici all'interno del Pakistan. Questa politica omicida è stata ora massicciamente sottoposta a escalation assieme alla capacità di soldati messa in campo: «Due settimane fa in Pakistan, cecchini della Central Intelligence Agency hanno ucciso otto persone sospettate di essere militanti dei talebani e di al-Qa'ida, e ne hanno ferito altri due presso una struttura che si diceva fosse usata per addestrare i terroristi. La Casa Bianca ha autorizzato un ampliamento del programma dei droni della CIA in aree tribali fuorilegge del Pakistan, hanno riferito funzionari questa settimana, per affiancare la decisione del presidente di inviare 30mila ulteriori soldati in Afghanistan. Funzionari americani stanno parlando con il Pakistan in merito alla possibilità di colpire in Belucistan per la prima volta - una mossa controversa in quanto si trova al di fuori delle aree tribali - perché è lì che si pensa siano nascosti i leader dei talebani afghani.»[3]

Gli Stati Uniti stanno ora addestrando più operatori di Predator che piloti da combattimento.

LA BLACKWATER ACCUSATA DELLA STRAGE DI DONNE E BAMBINI DI PESHAWAR

La CIA, il Pentagono, e i loro vari fornitori tra le imprese militari private sono ora nel mezzo di una folle ondata omicida in tutto il Pakistan, mentre attaccano villaggi pacifici e feste di matrimonio, tra gli altri obiettivi. La Blackwater, che ora si fa chiamare Xe Servces e Total Intelligence Solutions, è fortemente implicata: «in una base operativa segreta avanzata gestita dal Joint Special Operations Command statunitense (JSOC) nella città portuale pakistana di Karachi, i membri di una divisione d'élite della Blackwater sono al centro di un programma segreto in cui pianificano omicidi mirati di presunti talebani e di membri operativi di al-Qa'ida, "catture lampo" di obiettivi di alto valore e altre azioni sensibili all'interno e all'esterno del Pakistan, come ha scoperto un'inchiesta di “The Nation”. Gli operativi di Blackwater offrono assistenza anche nella raccolta di informazioni e aiutano a dirigere una campagna segreta di bombardamenti con droni militari USA che corre in parallelo ai ben documentati attacchi con i Predator della CIA, a quanto riferisce una fonte ben collocata all'interno dell'apparato di intelligence militare degli Stati Uniti.» [4]
Per quanto sconvolgente sia il rapporto Scahill, deve tuttavia essere considerato come uno scaltro tentativo di limitare i danni, poiché non vi è alcuna menzione delle accuse persistenti sul fatto che gran parte degli attentati letali a Peshawar e in altre città pakistane sono stati perpetrati da Blackwater, come suggerisce questa notizia: «ISLAMABAD 29 ottobre (Xinhua) - Il capo del movimento dei talibani in Pakistan, Hakimullah Mehsud, ha accusato la controversa ditta privata americana Blackwater per la bomba esplosa a Peshawar, che ha ucciso 108 persone, ha riferito giovedì l'agenzia di stampa locale NNI.» [5 ]

Questo è stato del terrorismo cieco progettato per provocare il massimo del massacro, soprattutto tra le donne e i bambini.

STATI UNITI IN GUERRA ANCHE CON L'UZBEKISTAN?

Il rapporto Scahill suggerisce inoltre che operazioni segrete USA hanno raggiunto l'Uzbekistan, un paese post-sovietico di 25 milioni di abitanti che confina con l'Afghanistan a nord: «Oltre a pianificare attacchi con i droni e operazioni contro forze sospettate essere di al-Qa'ida e dei Talebani in Pakistan sia per JSOC sia per la CIA, il team della Blackwater a Karachi aiuta anche a pianificare missioni per il JSOC all'interno dell'Uzbekistan contro il Movimento Islamico dell'Uzbekistan», riporta la fonte di intelligence militare. Blackwater in realtà non conduce le operazioni, ha riferito, poiché sono eseguite sul terreno da parte delle forze JSOC. «Questo ha stimolato la mia curiosità e mi preoccupa assai, perché non so se ci avete fatto caso, ma non mi è mai stato detto che siamo in guerra con l'Uzbekistan», ha affermato. «Così, mi son perso qualcosa, Rumsfeld è forse ritornato al potere?» [6] Tali sono le vie della speranza e del cambiamento.
Il ruolo dell'intelligence USA nel fomentare la ribellione del Belucistan al fine di spezzettare il Pakistan è confermato anche dal professor Chossudovsky: Già nel 2005, un rapporto del National Intelligence Council USA e della CIA prevedeva un “destino jugoslavo” per il Pakistan «nel tempo di un decennio con il paese lacerato dalla guerra civile, i bagni di sangue e le rivalità inter-provinciali, come si è visto recentemente in Belucistan.» («Energy Compass», 2 marzo 2005). Secondo il NIC-CIA, il Pakistan è destinato a diventare uno "stato fallito" entro il 2015, “una volta che sia colpito dalla guerra civile, la talibanizzazione completa e la lotta per il controllo delle armi nucleari”. (Citato dall'ex Alto Commissario del Pakistan per il Regno Unito, Wajid Shamsul Hasan, «Times of India», 13 febbraio 2005). Washington favorisce la creazione di un "Grande Belucistan", che dovrà integrare le aree Beluci del Pakistan con quelle dell'Iran e possibilmente della punta sud dell'Afghanistan, portando quindi a un processo di frattura politica in Iran e in Pakistan.» [7]
Gli iraniani , da parte loro, sono convinti che gli Stati Uniti stiano commettendo atti di guerra sul loro territorio in Belucistan: «Teheran, 29 ottobre (Xinhua) – Il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani ha detto che ci sono alcune prove concrete che dimostrano il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle recenti esplosioni di ordigni mortali nella provincia del Sistan-Belucistan del paese, a quanto riferisce l'agenzia di stampa ufficiale IRNA.. L'attentato mortale suicida da parte del gruppo ribelle sunnita Jundallah (soldati di Dio) si è verificato il 18 ottobre nella provincia iraniana del Sistan-Belucistan, vicino al confine con il Pakistan, quando i funzionari locali stavano preparando una cerimonia in cui i leader tribali locali avrebbero dovuto incontrare i comandanti militari del Corpo dei guardiani della rivoluzione dell'Iran (pasdaran)» [8].
L'OBIETTIVO USA: TAGLIARE IL CORRIDOIO ENERGETICO PAKISTANO TRA IRAN E CINA
Perché gli Stati Uniti sono così ossessionati dall'intento di spaccare il Pakistan? Uno dei motivi è che il Pakistan è tradizionalmente un alleato strategico e un partner economico della Cina, un paese che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono determinati a contrastare e contenere sulla scena mondiale. In particolare, il Pakistan potrebbe funzionare come un corridoio energetico in grado di collegare i giacimenti petroliferi dell'Iran e perfino dell'Iraq con il mercato cinese per mezzo di un gasdotto che attraverserebbe l'Himalaya sopra il Kashmir. Si tratta della cosiddetta questione del "Pipelinestan". Questo garantirebbe alla Cina un approvvigionamento di petrolio ancorato alla terraferma non soggetto alla superiorità navale anglo-americana, oltre a tagliare la rotta di 12mila miglia delle petroliere lungo il bordo meridionale dell'Asia. Come sottolinea un recente reportage: «Pechino ha fatto pressioni su Teheran per la partecipazione della Cina al progetto di oleodotto e Islamabad - mentre intendeva firmare un accordo bilaterale con l'Iran - ha parimenti accolto con favore la partecipazione della Cina. Secondo una stima, un tale oleodotto si tradurrebbe nel fatto che il Pakistan riceverebbe tra i 200 e i 500 milioni di dollari all'anno in tariffe di solo transito. Cina e Pakistan stanno già lavorando su una proposta di posa di un oleodotto trans-himalayano per trasportare il greggio mediorientale fino alla Cina occidentale. Il Pakistan offre alla Cina il più breve percorso possibile per importare petrolio dai paesi del Golfo. La conduttura, che andrebbe dal porto meridionale pakistano di Gwadar e seguirebbe l'autostrada del Karakorum, sarebbe in parte finanziata da Pechino. I cinesi stanno anche costruendo una raffineria a Gwadar. Le importazioni attraverso l'uso dell'oleodotto consentirebbero a Pechino di ridurre la quota del suo petrolio spedita attraverso l'angusto e insicuro Stretto di Malacca, lungo il quale oggi fa transitare fino all'80% delle sue importazioni di petrolio. Islamabad prevede inoltre di estendere una linea ferroviaria in Cina per collegarla a Gwadar. Il porto è considerato anche il probabile capolinea dei previsti gasdotti multimiliardari provenienti dai campi di Pars sud in Iran o dal Qatar, e dai campi Daulatabad in Turkmenistan per l'esportazione verso i mercati mondiali. Syed Fazl-e-Haider, “Pakistan, Iran sign gas pipeline deal” ("Pakistan, l'Iran firma l'accordo sul gasdotto", NdT), «Asia Times», 27 maggio 2009. [9]
Questo è il normale, pacifico progresso economico e la cooperazione che gli anglo-americani vogliono fermare a tutti i costi.
Oleodotti e gasdotti dall'Iran attraverso il Pakistan e fino alla Cina porterebbero le risorse energetiche nel Regno di Mezzo, e servirebbero anche come nastri trasportatori per l'influenza economica cinese in Medio Oriente. Ciò renderebbe il dominio anglo-americano sempre più tenue in una parte del mondo che Londra e Washington hanno tradizionalmente cercato di controllare come parte della loro strategia globale di dominazione del mondo.
La propaganda interna degli Stati Uniti sta già raffigurando il Pakistan come la nuova casa madre del terrorismo. I quattro patetici capri espiatori che vanno a processo per una presunta trama volta a bombardare una sinagoga nel quartiere Riverdale del Bronx a New York erano stati accuratamente messi in incubazione (“sheep-dipped”, nell'originale, ossia “inzuppati come pecore”, NdT) per associarli con l'ombroso e sospetto Jaish-e-Mohammad, presumibilmente un gruppo terrorista pakistano. Lo stesso vale per i cinque musulmani del Nord Virginia che sono appena stati arrestati nei pressi di Lahore in Pakistan.
INDIA E IRAN
Per quanto gli Stati confinanti siano interessati, l'India posta sotto lo sfortunato Manmohan Singh sembra accettare il ruolo di pugnale continentale contro il Pakistan e la Cina, a nome degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Questa è una ricetta per una tragedia colossale. L'India dovrebbe piuttosto fare una pace permanente con il Pakistan, con lo sgombero della Vale del Kashmir, dove il 95% della popolazione è musulmana e desidera unirsi al Pakistan. Senza una soluzione a questo problema, non ci sarà pace nel subcontinente.
Per quanto riguarda l'Iran, George Friedman, il capo della società Stratfor, facente parte della comunità di intelligence degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato a Russia Today che la grande novità del prossimo decennio sarà un'alleanza degli Stati Uniti con l'Iran, diretta contro la Russia. In tale scenario, l'Iran alla Cina taglierebbe del tutto il petrolio. Che è l'essenza della strategia di Brzezinski. È urgente che il movimento contro la guerra negli Stati Uniti si riunisca e inizi una nuova mobilitazione contro la cinica ipocrisia delle politiche di guerra ed escalation intraprese da Obama, che supera anche i crimini di guerra dei neocon Bush-Cheney. In questa nuova fase del Grande Gioco, la posta in palio è incalcolabile.

Note e riferimenti:

  1. Feingold: Why Surge Where Al Qaeda Isn’t ?, by Sam Stein, Huffington Post, December 6, 2009.
  2. Ibrahim Sajid Malick, “Did Obama Declare War On Pakistan?,” Pakistan for Pakistanis Blog, 2 December 2009.
  3. Scott Shane, “C.I.A. to Expand Use of Drones in Pakistan,” New York Times, December 3, 2009. See also David E. Sanger and Eric Schmitt, “Between the Lines, an Expansion in Pakistan,” New York Times, 1 December 2009.
  4. Jeremy Scahill , “The Secret US War in Pakistan,” The Nation, November 23, 2009
  5. Taliban in Pakistan blame U.S. Blackwater for deadly blast,” Xinhua News Agency, 29 October 2009, http://news.xinhuanet.com/english/2009-10/29/content_12358907.htm
  6. Jeremy Scahill , “The Secret US War in Pakistan,” The Nation, November 23, 2009
  7. Michel Chossudovsky, The Destabilization of Pakistan, Global Research , December 30, 2007
  8. Iran says having evidences of U.S. involvement in suicide bomb attacks,” Xinhua, 29 October 2009.
  9. Asia Times : "Pakistan, Iran sign gas pipeline deal"

Fonte: http://www.rense.com/general88/pak.htm.

Webster Tarpley è uno storico, giornalista investigativo, conferenziere e critico della politica estera e interna statunitense. Le sue opere più recenti sono "Obama, the postmodern coup, the making of a Manchurian Candidate", "Barack Obama: The Unauthorized Biography" nonché "9/11 Synthetic Terror" la cui versione italiana ha per titolo "La Fabbrica del Terrore". Tarpley ha vissuto in Italia durante gli anni della contestazione e negli anni di piombo. Sulla vicenda di Aldo Moro diresse una commissione indipendente d'inchiesta su incarico del parlamentare DC Giuseppe Zamberletti. I risultati furono pubblicati nel volume Chi ha ucciso Aldo Moro, 1978.

Fonte

1 commento:

amatamari© ha detto...

Molto interessante. Grazie!

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